Il decimo grado dell’umiltà, tradotto. Jorge cita in latino la regola di Benedetto (cap. VII): «decimus humilitatis gradus est si non sit facilis ac promptus in risu, quia scriptum est: stultus in risu exaltat vocem suam». È una citazione doppia: la regola e, dentro, il Siracide (Sir 21,23 sullo «stolto»). NR12 traduce la prima parte (la regola): «il decimo grado dell’umiltà è quello in cui il monaco non è sempre pronto a ridere, perché sta scritto…», e mantiene in latino solo la pointe biblica finale («stultus in risu exaltat vocem suam»). Variante esemplare della strategia di NR12: dove il latino non è necessario, traduce; dove lo è (la citazione biblica, sigillo retorico), lo conserva.
Variante CX
San Lorenzo, riscritto. Riformulazione integrale del paragrafo conclusivo della sequenza CVIII-CIX-CX. NR83 distribuiva la battuta su tre paragrafi (citazione latina, malinteso di Jorge, spiegazione di Guglielmo); NR12 compatta in uno solo, traducendo in italiano la battuta latina («dicendo che da quella era già cotto»). Cancella anche il riferimento ad Ambrogio (De officiis ministrorum, libro I, cap. 41, fonte tradizionale dell’aneddoto): resta solo Prudenzio (Peristephanon liber, V secolo). Più sottilmente, cade anche «ridere e»: san Lorenzo, in NR12, sa solo «dir cose ridicole», non ridere. Anche qui, il tema del riso si attenua leggermente.
Riformulazione integrale del paragrafo conclusivo della sequenza CVIII-CIX-CX. NR83 distribuiva il significato della battuta latina su tre paragrafi (la citazione, il malinteso di Jorge, la spiegazione di Guglielmo); NR12 compatta tutto in un solo paragrafo, riassorbendo la battuta latina in italiano.
& CX [0] @Guglielmo/Jorge §riso [1] {Sono le parole che secondo Ambrogio furono pronunziate da} : <Ma,» sussurrò Guglielmo, con l’aria di un santo, «quando> = §lezioneNR83 : §lezioneNR12 #trasposizione(5) §alleggerimento/maior §mondoPossibile/locale || {parole} = #FO || {secondo} = #FO || {Ambrogio} = #nomeProprio/persona || {furono pronunziate} = #FO #variazioneOrtografica [2] <fu posto> = §appesantimento/minimo #FO [3] {quando} : <a un certo punto> = #trasposizione1 : §appesantimento/min || <certo> = #FO || <punto> = #FO [4] <dicendo che da quella era già cotto,> = §traduzione(CVIII.1) §mondoPossibile/locale || {dicendo} = #FO || {quella} = #FO || {era cotto} = #AU || {già} = #FO [5] {nel Peristephanon,» disse Guglielmo con l’aria di un santo} : <nel Peristephanon> = #virgolette #trasposizione : #trasposizione [6] {«} = #eliminazione #virgolette [7] {ridere e} = §alleggerimento/minimo §mondoPossibile/locale || {ridere} = #FOSostituzione cruciale. NR83: «Sono le parole che secondo Ambrogio furono pronunziate da san Lorenzo sulla graticola, quando…» (apertura informativa, di stile cronachistico). NR12: «Ma,» sussurrò Guglielmo, con l’aria di un santo, «quando…» (apertura discorsiva, integrata nel dialogo). La citazione perde la cornice esplicativa di Ambrogio e diventa la frase parlata diretta da Guglielmo a Jorge. Il riferimento ad Ambrogio (De officiis ministrorum, libro I, cap. 41) viene cancellato; resta solo Prudenzio (Peristephanon).
Aggiunte e trasposizioni minori per riformulare l’aneddoto: «San Lorenzo fu posto sulla graticola» → espansione passiva; «quando» → «a un certo punto» (locuzione narrativa più piana). [note 2–3]
Aggiunta del sintagma «dicendo che da quella era già cotto». Riassorbe in italiano (traduzione esplicativa) la battuta latina di & CVIII («Manduca, jam coctum est» → «da quella [parte] era già cotto»). Esempio paradigmatico della strategia traduttiva del NR12: dove possibile, restituire in italiano il latino non strettamente necessario.
Trasposizione e cancellazione del verbo dichiarativo «disse Guglielmo con l’aria di un santo». La frase si chiude più nettamente: «nel Peristephanon» (riferimento a Prudenzio, autore tardo-antico del Peristephanon liber, V secolo). [note 5–6]
Aggiustamento delle virgolette: ««San» → «San» (eliminazione delle virgolette di citazione interna).
Cancellazione di «ridere e». NR83: «sapeva dunque ridere e dir cose ridicole, sia pure per umiliare i propri nemici». NR12: «sapeva dunque dir cose ridicole, sia pure per umiliare i propri nemici». Si perde l’elemento del «ridere» attivo da parte di san Lorenzo. Variante minima ma sintomatica: il tema del riso — nodo argomentativo centrale del romanzo — viene anche qui leggermente attenuato (cfr. & XCV, dove Jorge invitava a non «perdere gli ultimi giorni ridendo»).